martedì 28 giugno 2011

«Shakespeare fumava marijuana»


( Dal Corriere della Sera 28/06/2011)
Equipe sudafricana: «Era anche cocainomane»
MILANO - Shakespeare fumatore di marijuana e cocainomane. Nel corso degli ultimi secoli sono state formulate decine di teorie bizzarre sulla vita privata del grande poeta britannico. Ma quella presentata da alcuni scienziati sudafricani è davvero singolare. Un’équipe di studiosi guidati dall'antropologo Francis Thackeray, direttore dell'Istituto per l'evoluzione umana di Johannesburg, ha presentato una formale richiesta alla Chiesa d'Inghilterra per riesumare il corpo del mitico bardo di Stratford-Upon-Avon, sepolto nella chiesa della città che gli ha dato i natali. Lo scopo è individuare non solo le cause della morte del poeta, ma anche studiare i resti del suo corpo per scoprire se l'autore di Amleto e di Giulietta e Romeo fosse un abituale consumatore di erba e di cocaina.

LE PROVE - L'antropologo sudafricano ha raccontato alla stampa internazionale di avere scoperto «prove di cannabis» e «segni che riportano alla cocaina» su diverse pipe trovate nel giardino nell'antica casa di Shakespeare. Le sue dichiarazione hanno provocato rabbia e incredulità tra i tanti fan di Shakespeare sparsi per il mondo, ma se la riesumazione del corpo fosse autorizzata, ogni dubbio potrebbe essere sciolto: «Se troviamo solchi tra i canini e gli incisivi - dichiara lo studioso all'Atlantic Wire ciò potrebbe aiutarci a dimostrare che egli masticava cocaina oltre che fumare marijuana». Tuttavia con la riesumazione si potrebbe capire che stile di vita conducesse il poeta durante la sua vita terrena: «Speriamo di ottenere un'immagine chiara della vita che faceva, delle malattie di cui ha sofferto e speriamo anche di sapere come è morto - rivela al Daily Mail l'antropologo -. Il nostro sogno sarebbe quello di pubblicare uno studio definitivo sul poeta entro il 2016 quando ricorreranno i 400 anni dalla sua morte».

LA MALEDIZIONE DELLA TOMBA - La riesumazione potrebbe mettere in discussione anche un'altra verità storica. Fino ad oggi si pensava che la cocaina fosse arrivata in Inghilterra solo nel XIX secolo: «Gli spagnoli già la usavano in America, ma il fatto che fosse fumata in Inghilterra in questo periodo sarebbe un vera e propria scoperta». Da parte sua Shakespeare non avrebbe gradito che il suo corpo fosse riesumato. Sulla sua tomba è incisa una frase inequivocabile ed è forse il motivo per cui mai nessuno ha tentato di riportare alla luce i resti del grande bardo. L'iscrizione recita: «Sia benedetto l'uomo che rispetta queste pietre e maledetto chi sposta le mie ossa». La maledizione di Shakespeare non preoccupa il team di antropologi. Le tecniche scientifiche più moderne permetterebbero agli studiosi di esaminare lo scheletro del poeta senza spostarlo nemmeno di un centimetro.

martedì 31 maggio 2011

venerdì 20 maggio 2011

mercoledì 11 maggio 2011

DELIRIO


Dal Corriere della Sera
Più poteri al premier, meno al Colle"
09:26 POLITICA Berlusconi all'attacco: «I pm di Napoli chiudono le discariche per le elezioni. I leader di sinistra?
Non si lavano molto». E il premier annuncia una «legge per aumentare i sottosegretari»
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DEFINIZIONE DA WIKIPEDIA
In psichiatria, il termine delirio indica una varietà di stati mentali confusionali in cui l'attenzione, la percezione e la cognizione del soggetto appaiono significativamente compromesse. In questo caso è meglio utilizzare il termine Delirium. Di per sé il delirium non è una patologia quanto una sindrome (un complesso di sintomi) che può presentarsi in diverse forme, essere acuta o cronica ed essere espressione di una sofferenza metabolica del cervello che può avere molteplici cause. Il termine «delirio» deriva dal latino lira, "solco", per cui delirare significa etimologicamente "uscire dal solco", ovvero dalla dritta via della ragione.[1]

Il termine delirio in senso stretto (convincimento errato incorreggibile) si riferisce ad un disturbo del contenuto del pensiero, che può essere presente in varie malattie psichiche (psicosi), ad esempio nella schizofrenia, negli episodi depressivi o maniacali con sintomi psicotici, nel disturbo delirante cronico (o paranoia). Le forme croniche di delirio, basate sull'elaborazione razionale e lucida di un sistema di credenze errate, possono essere l'unico sintomo di una patologia psichica, in questo caso si parla in particolare di disturbo delirante cronico o paranoia.

Il delirio è una sindrome piuttosto comune; per esempio, è stato stimato che una percentuale compresa fra il 10% e il 20% degli adulti ospedalizzati si trovino almeno sporadicamente in questa condizione. La percentuale sale al 30%-40% del caso dei pazienti anziani.
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A questo punto ci manca solo che ci chiedano di indossare le mutande sopra i vestiti per poter controllare che siano pulite e siamo a posto.

martedì 10 maggio 2011

Caspira !!!! Proprio come in Italia......



Il premier e la crisi nucleare:
«Rinuncio al mio stipendio»

La scelta di Naoto Kan: niente soldi fino alla fine dell'emergenza a Fukushima


Naoto Kan (Photomasi)
MILANO - A partire da giugno il premier giapponese Naoto Kan rinuncerà al suo stipendio fino alla fine della crisi nucleare negli impianti atomici di Fukushima, danneggiati dal terremoto e dallo tsunami dell'11 marzo scorso. «Continuerò a percepire la retribuzione che mi spetta come membro del parlamento ma non quella da primo ministro, né altri bonus» ha annunciato il capo del governo di Tokyo, secondo il quale «come la compagnia elettrica Tepco, l'esecutivo giapponese ha una grande responsabilità in questa crisi». Il Paese, ha aggiunto Kan, abbandonerà il piano per incrementare la quota di energia derivata dal nucleare al 50% dall'attuale 30%. Il premier ha parlato durante una conferenza stampa, sostenendo che il Giappone ha adesso bisogno di «ripartire da zero» nelle politiche energetiche di lungo termine, dopo la crisi di Fukushima.

INDENNIZZI - Intanto, la compagnia elettrica giapponese Tepco, che gestisce la disastrata centrale nucleare di Fukushima Daiichi 1, ha chiesto aiuti economici statali al governo di Tokyo, con i quali poter fare fronte ai pesantissimi indennizzi che dovrà versare per risarcire i danni provocati dalla fuoriuscita di radioattività dall'impianto.